Anche quest’anno, come da consuetudine, arriva il report Aptara sul mondo degli eBook visto dall’altra parte della barricata: quello delle case editrici. Come viene interpretato e declinato il mondo dell’editoria digitale dagli addetti ai lavori statunitensi?
La risposta è in un corposo PDF ricco di spunti di riflessione e interessanti chicche. Eccone 7 (più uno in omaggio!) scelte per voi; le restanti potete scoprirle voi stesse scaricando gratuitamente il documento.
# 1 Il prodotto eBook è diventato interessante per gli editori
- L’80% degli editori ora produce eBook, +30% rispetto all’anno scorso
- Gli editori mediamente digitalizzano almeno il 50% del loro catalogo
- Quasi la metà arriva al 75% di digitalizzazione del catalogo
- Gli editori registrano mediamente profitti percentuali a 2 cifre, quindi il 10% o più dei ricavi delle case editrici provengono dagli eBook
# 2 Il luogo (virtuale) migliore per vendere gli eBook
- Amazon è ancora il marketplace preferito dagli editori per commercializzare gli eBook
- Al secondo posto si piazza Apple, seguita da Barnes & Noble
- Non sono in pochi (16%) a preferire una soluzione “in house”, con un proprio eBook store
- Proprio adottando questa soluzione, i profitti aumentano considerevolmente
# 3 Abitudini dure a morire…
- Il 40% degli editori continua ad adottare un processo produttivo con il cartaceo come fulcro
- Fortunatamente, il 37% è passato al digitale anche nell’ideazione e realizzazione del prodotto, e il 20% conta di farlo a breve.
- Adobe InDesign è il tool attualmente più utilizzato per la creazione di un eBook
- Più dell’80% degli intervistati considera gli eBook un prodotto aggiuntivo, non sostitutivo del cartaceo. Il libro non è morto!
#4 Il linguaggio universale degli eBook
- Il 73% delle case editrici non traduce i propri eBook per destinarli al mercato estero
- Nonostante ciò, quasi 3 libri su 5 vengono tradotti in almeno 2 lingue straniere
# 5 eBook in biblioteca. A che punto siamo?
- Il 57% degli editori mette a disposizione i propri eBook nelle biblioteche
- I servizi più utilizzati, a tal proposito, sono Ingram e Baker&Taylor. Overdrive piuttosto indietro.
#6 Le nuove tecnologie fanno breccia
- Il 60% delle case editrici punta sul nuovo formato ePub3 per la produzione di eBook
- Il 31% produce eBook arricchiti, e un altro 35% sta considerando seriamente l’opzione
- Tra gli arricchimenti preferiti i video (27%) e i contenuti audio (25%)
- Non è comunque chiaro o apprezzabile l’impatto sulle vendite di questo prodotto
#7 le sfide per il futuro
- Il nodo cruciale per gli editori è considerato il formato del contenuto e gli aspetti legati alla compatibilità con i device
- Il DRM non è considerato come uno dei problemi principali, come pure i costi di produzione
- Sempre più editori mettono l’accento sulla qualità. Si spera in un miglioramento
# 8 Last but not least….l’eReader preferito dagli editori è…
- …l’iPad, con il 28% delle preferenze
- Seguono Kindle e PC.
- ..ma il paradosso migliore è che il 6% degli editori neppure legge eBook.
Cosa ne pensate? Ritenete che in Italia si otterrebbero dei dati sostanzialmente diversi?
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Credo che in Italia i dati siano molto differenti ma in lento adeguamento. Innanzitutto con la digitalizzazione dei cataloghi siamo ancora indietro. Forse per quanto riguarda le biblioteche siamo (stranamente) avanti rispetto agli altri; da noi tra i grandi editori manca solo Mondadori che, da miope e tradizionalista quale è, si ostina a non aderire al prestito degli ebook in biblioteca, e tra l’altro ha i prezzi più alti di tutti. Per quanto riguarda i formati siamo indietro: ancora gli editori puntano molto sul PDF e poco sull’epub (vedi libri scolastici) e quasi tutti protetti dall’odioso Adobe DRM, che incentiva la pirateria. Io credo che però il vero nodo cruciale per l’Italia siano i prezzi. Giusto ieri stavo curiosando sul sito di Scuolabook (la nuova iniziativa delle case editrici italiane per la scuola) e notavo, con rabbia e amarezza, che mediamente i libri scolastici digitali costano addirittura DI PIU’ dei corrispettivi cartacei (fate pure voi stessi il paragone fra ebook su Scuolabook e libri cartacei su Amazon). Le case editrici devono capire che devono smettere di fare il bello e il cattivo tempo e di prendere in giro i consumatori. Un ebook non ha i costi della carta, dello storage, della spedizione, della rilegatura ecc. Il governo tra l’altro forse dovrebbe cominciare a dare qualche norma chiara su queste questioni prima che la scuola diventi una giungla nelle grinfie delle aziende.
Certo mettere l’ipad come miglior lettore, per me significa non aver capito un bel niente! Leggo poi che solo il 31% degli editore produce ebook multimediali, questo secondo me è dovuto a scarsa fantasia (come fare a trasformare un testo in un’esperienza anche video o altro?), pochi investimenti, forse anche alla mancanza di device adeguati: i tablet van bene per i video e l’audio, male per lo schermo tft, gli ereader non van bene per nulla, perché gli schermi i-ink sono a scale di grigio, finché non ci sarà il colore sarà inutile farci girare sopra ebook fantasmagorici. Ultima considerazione al volo: ma che ci vuole a tradurre un po’ di libri almeno in inglese, sarebbe un metodo poco oneroso di diffondere i propri autori all’estero (qui però forse si è ancora alla ricerca degli accordi con gli editori stranieri, perché altrimenti a cosa servirebbero poi fior di uffici e dirigenti che di questo si occcupano??)