Chi legge eBook ha la memoria corta?

Per quanto ci si possa sforzare di mascherarlo e arricchirlo, un eBook non sarà mai un libro. Impossibile dire quale dei due sia il migliore, dipende inevitabilmente da abitudini, gusti e caratteristiche richieste di volta in volta dal lettore.

Ma possiamo dire, senza timori di smentita, che l’eBook ha dalla sua la leggerezza, la praticità, ed un costo più contenuto.

Dall’altra parte della barricata c’è invece chi sostiene che il libro digitale abbia uno svantaggio non da poco: accorci la memoria del lettore, facendogli presto dimenticare quanto letto poco prima.

Ad avvalorare questa tesi, un recente articolo del Time, intitolato per l’appunto “Gli eBook rendono più difficile ricordare ciò che abbiamo appena letto?”

A quanto scrive Maia Szalavitz, la risposta a questa domanda è affermativa:

  • Capita più spesso, leggendo un libro digitale, di scordare i nomi dei personaggi di una storia.
  • La lettura non offre, come il cartaceo, punti di riferimento mnemonici. Niente numeri di pagina, niente “destra e sinistra”, niente “inizio o fine”. L’eBook è spesso un continuum.
  • La lettura su piccoli schermi è visivamente più scomoda. Lo conferma Jakob Nielsen, guru dell’usability, che porta a esempio di rinforzo la difficoltà di lettura su smartphone.

Confermare un assunto di questo genere significherebbe mettere in discussione un intero sistema, che propende sulla soluzione digitale anche nelle scuole e università: gli studenti ricorderanno meno? Impareranno meno?

Secondo studi attualmente in corso, parrebbe che l’apprendimento sul libro sia più efficace e duraturo nella nostra memoria, soprattutto di breve termine. “Sapere” e “ricordare”, afferma la psicologa e ricercatrice Kate Garland, sono due cose ben diverse.

Ma sarà poi vero? In realtà, è un tema alquanto dibattuto: c’è chi sostiene che il nostro cervello abbia solo bisogno di una fase di “adattamento” al nuovo supporto, c’è chi rimarca come la lettura su uno schermo, qualsiasi esso sia, abbia dei principi molto diversi da quella su carta: il così detto skimming.

Ulteriormente, il blogger Nate Hoffelder cita un interessante studio, condotto dal professore Jordan Schugar della West Chester University, nel quale gli studenti dotati di un eReader Nook hanno registrato migliori risultati nei test di comprensione del testo.

Insomma: la qualità di lettura su un eBook reader non sembra essere significativamente migliore o peggiore di quella su un libro. E’ semplicemente…diversa.

Voi che ne pensate? Avete maggiore difficoltà a memorizzare un contenuto letto in formato eBook?

 



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6 Commenti

  1. Non capisco il commento di Nielsen. Due cose non mi convincono: la proporzionalità tra schermo e memoria. Più uno schermo è grande, più sei portato a ricordare ciò che leggi. Ci posso stare se mi parli di smartphone (scomodi anche per altre ragioni), ma un ebook reader ha una grandezza simile a un tascabile!
    Inoltre parla di scrollare come di un ostacolo per la concentrazione e la memorizzazione: nulla di più vero. Tuttavia anche qui non capisco: un ebook reader ha generalmente un pulsantino che cambia pagina, così simile al gesto fisico del voltare pagina che io spesso lo imito nell’aria prima di rendermi conto che no, non è un libro cartaceo ma il mio mio kindle. Detto ciò: non è che il nostro illustre Nielsen abbia commesso l’errore di riferirsi all’ebook come solo libro digitale/elettronico e non come libro digitale/elettronico su adeguato supporto di lettura?
    Se parliamo di pdf su un computer o su di un iPhone è un conto, se parliamo di ePub su un kindle è un altro (e se parliamo di pdf su eReader un altro ancora)!

  2. clauderouges scrive:

    A me sembran tutte cavolate. Certo che se leggo un libro su un tablet mentre scarico la mail e chatto con un amico ricorderò meno di quello che leggo, ma se leggo su un ebook reader, che è dedicato solo alla lettura, il libro sarà esatamente come un libro di carta.

  3. Anch’io ho un Kindle. Non solo imita il girare la pagina, ma la indica pure. In basso c’è il numero di pagina. Non è affatto un “continuum”. Solo che non è 1,2,3 … ma è la posizione del frammento di documento in base alla lunghezza del documento stesso. Ma in sostanza, è la stessa cosa: un indicatore di posizione.

    Un punto che non hanno affrontato, ma importante per capire le potenzialità degli ebook, è l’interattività.
    Esiste forse un libro “cartaceo” in grado di avere link collegati a filmati, pagine web, documentari, interviste, musica ecc.? Non credo.
    Pensate a un libro scolastico, un “noiosissimo” libro di storia. Un libro cartaceo come un tempo …
    Ebbene, pensatelo come potrebbe essere domani con immagini a colori, ricostruzioni in 3D, interattività con pagine web dedicate all’argomento, link a wikipedia, musiche e filmati.
    Ma soprattutto, pensate che ci sarebbero riportate notizie “fresche” e non di dieci anni prima. La storia è sempre in evoluzione, eppure la studiamo a scuola su testi sorpassati.

    Fase di assestamento? Ma se la maggior parte delle persone che leggono gli ebook hanno già un pc, di che fase hanno bisogno? Se leggono un pdf, non cambia rispetto al pc. Se usano altri supporti retroilluminati, è come un pc. Se usano un Kindle, ad esempio, è come leggere su carta. Quindi di che fase parlano?

    In ultimo: un libro di carta e un ebook NON SONO LA STESSA COSA!
    Basta con i confronti e i paragoni. Basta soprattutto con i tentativi di screditare quello che nei film o nei libri di fantascienza esiste già da 50 anni e più.
    Se guardate Star Trek (la classica) già usavano i tablet :D

    La carta non morirà, ma le informazioni fruiranno sempre più verso la rete così come sui supporti digitali perchè è più veloce. E costa meno.
    Ci sarà meno “magna magna”, forse alcune categorie avranno forti disagi, forse alcune spariranno anche, ma è l’evoluzione. Non si può arrestare il progresso, andremmo ancora con i cavalli sennò e non con le automobili.
    Chi si affanna tanto a dire che gli ebook non vanno bene, o è un ignorante che non conosce nemmeno l’argomento ma si spaccia per “esperto” o è il solito “parassita” che vuole solo mantenere le cose come stanno per i suoi personali profitti. In entrambi i casi, non è un bene per migliorare la società.

    Per rispondere all’ultima domanda: “Avete maggiore difficoltà a memorizzare un contenuto letto in formato eBook?” Ho le stesse difficoltà di memorizzazione della carta. Ne più, ne meno.

  4. Patrizio Russo scrive:

    Concordo con Valeria. Non a caso, spesso si confondono erroneamente tablet ed ebook reader. Il discorso della ‘distrazione’ non sta in piedi quando si parla di ebook reader: sono fatti per leggere e basta. È sui tablet che si rischia di ‘sfarfallare’ in giro, avendo milioni di alternative ad un tocco da noi. Che poi è la stessa ragione per cui non capisco perché, invece di concentrarsi sulla qualità dello schermo ed eventualmente sulla sua velocità di refresh, si continuino a sfornare ebook reader con wifi, 3G, touch e quant’altro. Sembra quasi che rinnovino tutto meno che l’unica cosa davvero importante: lo schermo. I nuovi lettori sembra ormai si differenzino solo per le caratteristiche aggiuntive e il prezzo. Non mi pare che nessuno abbia tirato fuori nulla di più interessante dello schermo eInk Pearl. O sbaglio? Preferirei di gran lunga spendere di più per un ‘bianco’ meno grigio che per un modulo 3G. Vivo tranquillamente anche senza poter comprare un libro al volo mentre sto in tram.

  5. Sono mesi che leggo ebook, ma non ho mai avuto i problemi di cui si parla nell’articolo: ricordo ciò che leggo nè più nè meno che come quando leggo il cartaceo.

  6. erano già stati fatti degli studi su come influisce il web e google sulla memoria umana dove sembra che internet la renda più pigra in quanto poi si appoggia su informazioni contenute esternamente.
    Sinceramente però con il kindle non mi pare di avere notato grosse differenze nel leggere un libro cartaceo… forse il libro cartaceo rimane più pratico se ci dimentichiamo un nome tornare indietro ecco con il kindle se bisogna andare indietro di molte pagine è scomodo e alla fine non si torna indietro, poi se anche ci fosse qualcosa di vero il nostro cervello si adatterà! :-D

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