Era l’ultima idea a cui Steve Jobs stava lavorando, prima della sua prematura scomparsa. Ora è realtà. Prendete la personalizzazione e le funzionalità di team work degli eBook Inkling, la modularità di quelli McGrawHill, l’interattività delle app TouchPress, aggiungete una buona manciata di editing semplificato, spruzzate con HTML5 a piacere, ed ecco servita la rivoluzione Apple per gli eBook scolastici su un brillante vassoio di nome iPad, un succulento menù di 3 portate che si propone di rivoluzionare l’istruzione.
Antipasto: iBooks 2
Ovvero, l’app di lettura eBook arricchita di vecchie-nuove funzionalità school friendly: sottolineature, note, appunti, glossari, vocabolari…ma soprattutto: supporto pieno e completo a tutto ciò che rende il Web superiore a uno statico libro di testo. Animazioni, filmati, audio, immagini interattive, meno eBook e più enhanced eBook, eBook 2.0, descrivetelo come volete. In fondo si tratta, pressapoco, di quanto già altre startup come Inkling e Kno proponevano per i propri eBook. Con un valore aggiunto non da poco: la personalizzazione e modularità.
Piatto forte: iBooks Author
Ovvero, siamo un po’ tutti autori di eBook scolastici. Basta quest’app, una connessione alla Rete, tanta fantasia e un po’ di pazienza. L’editor consente di integrare nei propri libri digitali qualsiasi elemento multimediale si reputi utile all’apprendimento, arricchendolo con giochi, quiz di apprendimento, schede di approfondimento. Insomma, tutto ciò che già offrono i libri tradizionali, ma pompato con gli steroidi dell’HTML 5. Una risorsa fondamentale per i professori che vogliono creare (e pubblicare su iTunes) i propri lavori, e un bel risparmio per gli studenti.
Dolce: eBook scolastici a meno di 15 dollari
Cosa c’è di più dolce che pagare un eBook di testo poco più di un libro tascabile? E magari vedere che si aggiorna in automatico, senza dover riacquistare tutto il volume e rendere inservibile la versione obsoleta? Apple ha lavorato in modo certosino, facendo valere il proprio peso per stringere accordi con i principali editori U.S.A. e accaparrarsi il 90% degli eBook scolastici in circolazione, a prezzo calmierato.
Fin qui nulla di negativo, anzi. A qualcuno però, il succulento pranzetto rischia di andare di traverso. Tutto sembra luccicante e semplice dalla prospettiva di uno schermo 9,7 pollici. Ma molte domande e dubbi rimangono appesi.
Che fine faranno le start-up?
In effetti Apple si è limitata a prendere quanto di meglio aveva prodotto in questi 2 anni e mezzo l’industria software dell’editoria digitale e integrarlo in un’unica suite di prodotti. C’è ancora spazio per queste piccole realtà “scippate” della propria creatività? Sembrerebbe di si, almeno stando a quanto dichiarato da uno dei diretti interessati: Matt MacInnis, fondatore di Inkling, è anzi entusiasta: le novità Apple creano domanda sul prodotto “eBook scolastico”, e soprattutto lasciano la porta aperta a un nuovo business: quello della digitalizzazione e arricchimento di quanto già esiste.
Quanto siamo pronti alla rivoluzione?
Pagare un libro di testo 15 dollari è fantastico, non pagarlo affatto è ancora più bello. Quanti insegnanti potrebbero decidere di “fare da sé”? Ma soprattutto: quanti ne sono effettivamente in grado? Ci sarà la tentazione di andare a rubacchiare qua e là dalla Wikipedia di turno per preparare lezioni low cost – low quality?
Quanto costa la rivoluzione?
Certo, gli eBook sono economici, e le applicazioni pure (quando non gratis). Ciò che potrebbe mettere il famigerato granello di sabbia nell’ingranaggio e far saltare tutto è il prezzo dell’iPad. 500 – euro o dollari che siano – non sono bruscolini, urgerebbe un aiuto dalle istituzioni scolastiche e/o governative. Che in questo momento sembrano più impegnate a combattere recessioni, spread e debiti vari che a curarsi del vero futuro, quello che genera crescita reale: l’istruzione dei nostri ragazzi.
Il mondo Android sta a guardare?
Il mondo Apple è tanto bello quanto chiuso. Quello Android, fatto di decine di device e ancora troppe versioni del sistema operativo open source, rischia di essere tagliato brutalmente fuori da una delle più appetitose, economicamente e non solo, opportunità della storia dell’istruzione. Che sia Samsung, unica finora ad aver creato un device accostabile all’iPad, a raccogliere la sfida e lavorare a una suite accostabile a quella Apple?
Scommettiamo che Amazon…?
No, non ci siamo dimenticati del fattore Amazon. Degli eBook sono stati i precursori, con il Kindle Fire hanno messo per la prima volta paura ad Apple, servirebbe solo un device un po’ più grande (di cui peraltro si chiacchiera da mesi), e un po’ di tempo per scaldare i muscoli e fare ancora a braccio di ferro con la mela morsicata.
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Sono insegnante e quindi son molto interessato a questa novità. Ieri ho provato subito iBooks Author e mi sembra ben fatto. Ho trovato però, come in tutti i prodotti Apple, un grosso limite di chiusura. I libri possono essere esportati solamente in formato ibooks (formato proprietario di Apple), in formato PDF (ma allora non son più interattivi) e in TXT (ma chi vuole creare un libro multimediale per poi esportarlo in un file di solo testo?). La cosa sconcertante è la mancanza assoluta di supporto al formato e pub, che è lo standard di riferimento. Sconcertante ma neanche troppo se si pensa che Apple ha tutto il vantaggio a creare libri utilizzabili solamente sui propri dispositivi. Il pericolo di un mondo scolastico legato ad uno o due brand credo sia piuttosto chiaro. Allora io mi domando, vogliamo fare qualcosa perché questi benedetti formati aperti e standard vengano rispettati o vogliamo che le aziende possano fare il bello e il cattivo tempo?
Per quanto riguarda Amazon giò da qualche mese ha messo a punto il proprio formato proprietario per gli ebook multimedia (KF8) ma forse non l’ha pubblicizzato nel modo giusto, Fatto sta che Apople in un giorno ha già fatto discutere mezzo mondo. Vorrei far notare che la nuova versione di e pub (formato aperto) dà la possibilità di creare libri multimediali. Certo, purtroppo creare un libro in formato e pub è ancora un lavoro per addetti ai lavori.
Ho trovato molto interessante questo articolo e anche il commento di Clauderouges. Sono un’insegnante anch’io e sono molto favorevole ai libri digitali. Li uso da un po’ di tempo e mi dicevo che serviva, per gli scopi scolastici, un formato multimediale e più interattivo. Ora pare che stia arrivando. In Italia, la Zanichelli sta realizzando i primi libri multimediali fruibili su iPad con Booktab.
Anche secondo me non deve diventare un mondo chiuso. E comunque mi pare che iBooks 2 e iBooks Author non siano ancora disponibili in Italia, visto che su App Store non ci sono. E poi i prezzi dei Tablet dovrebbero abbassarsi.
Non conosco il nuovo formato aperto epub multimediale e vorrei chiedere a Clauderouges se ha qualche indicazione da fornirmi in merito. Grazie