Alessandro Mari racconta Banduna

Alessandro MariTra le novità eBook di questo periodo, un caso sperimentale su cui ci siamo soffermati è Banduna, il primo titolo che ha aperto Zoom, la collana digitale ed economica di Feltrinelli. Proprio oggi esce la settima puntata di questo eBook a puntate. Ce lo facciamo raccontare direttamente dal suo autore, Alessandro Mari, alla sua seconda prova narrativa dopo il successo di Troppa umana speranza.


Ciao Alessandro! Cominciamo subito dalla caratteristica principale del tuo libro: viene pubblicato a puntate, come nella più classica tradizione del fuilleton, la forma di romanzo che era tipica della letteratura borghese dell’Ottocento. Come è nata questa idea?

Innanzitutto dalla mia passione, ben radicata, per l’Ottocento e per molti di quei suoi capolavori che, malgrado lo si dimentichi spesso, venivano pubblicati a puntate. E non parlo di autori sconosciuti al grande pubblico, ma di Dickens, Balzac, Flaubert, Tolstoij, Dumas: menti di una potenza immaginativa straordinaria e professionisti della penna. Ogni mese, addirittura ogni settimana, offrivano ai lettori di alcune riviste – i loro romanzi erano per l’appunto “romanzo d’appendice”, ossia chiudevano la rivista che dava loro spazio, e che grazie a loro spesso incrementava le vendite –le storie che ancora oggi, dopo più di un secolo, leggiamo. E quelle storie sono così memorabili perché nascevano da una duplice necessità: da un lato quella di raccontare che possiedono i grandi scrittori, dall’altro quella di sedurre e avvincere il lettore periodicamente, di convincerlo a ritornare per la puntata successiva; anzi, gli scrittori tastavano il polso ai lettori di continuo, ne catturavano le reazioni per ridefinire – anche minimamente, ma con efficacia, come nel caso della Milady di Dumas – personaggi e trame. Se si parla di romanzi a puntate e dell’influenza che questa particolare modalità di pubblicazione aveva sugli scrittori, un esempio illuminante è Dickens. Leggete Grandi speranze e sentite quanto è ampio il respiro della storia, dopodiché leggete Tempi difficili, avvertitene le contrazioni, il ritmo sincopato, la prevalenza dei dialoghi: Grandi speranze fu pubblicato in fascicoli mensili, Dickens aveva la possibilità di meditare più a lungo, poteva chiedere ai lettori uno sforzo emotivo e mnemonico maggiore; Tempi difficili invece fu pubblicato settimanalmente, e questo impose a Dickens un diverso approccio al raccontare.

Ma Banduna nasce anche da una provocazione che risale all’uscita di Troppo umana speranza. Il mio primo romanzo attinge a piene mani dalla letteratura ottocentesca, ed è tanto corposo che proposi all’editore di pubblicarlo in fascicoli mensili. Naturalmente i costi di produzione del libro cartaceo non potevano permetterlo, eppure quella mia consapevole provocazione esprimeva una voglia genuina e la passione di cui parlavo. Troppo umana speranza era già stato scritto, smembrarlo e offrirlo pezzo a pezzo ai lettori non sarebbe stato onesto, ma Feltrinelli mi ha poi stupito con l’idea di Zoom: una prova di coraggio da parte di un editore che, invece di subire il digitale, con Zoom tenta di battere alcune strade di questo nuovo territorio dell’editoria. Non solo dando spazio al racconto e alla novella, così poco fortunati in Italia, ma permettendo a me di rinverdire e aggiornare un metodo di racconto vecchio di duecento anni che serie televisive e fumetti hanno tenuto in vita più della letteratura. Per chiudere, quando il direttore letterario di Feltrinelli, Alberto Rollo, mi parlò di Zoom chiedendo se volessi cimentarmi per davvero in un romanzo a puntate, è nato il progetto Banduna.

La pubblicazione è solo digitale, la curiosità si mantiene alta per invogliare il lettore ad acquistare il resto della storia, il prezzo è decisamente abbordabile. Sono queste le tre chiavi per aprire la porta italiana agli eBook nel 2012 o manca ancora qualcosa?

Serve muovere il primo passo per cominciare un cammino. Poi ne serve un altro, e un altro ancora, finché l’inerzia non ti mantiene in movimento. Credo che l’aver ideato un’opera specificatamente per la pubblicazione digitale (senza cioè limitarsi alla prassi di far ricadere nell’immateriale un libro pensato per la divulgazione cartacea), sia il primo passo. Il prezzo contenuto è sicuramente un secondo passo, perché dà coraggio a chi, di questi tempi, dimostra già il coraggio che viene dalla curiosità di voler investire il proprio tempo e i propri soldi nella cultura. Per ciò che riguarda più da vicino Banduna, scegliere di pubblicare un capitolo ogni settimana si riflette ovviamente sulla sostanza e sulla forma narrativa della storia. Ogni puntata deve offrire un colpo di scena, uno scarto, un guizzo che invogli il lettore a tenere il passo, a tornare. A ridarmi fiducia. Talvolta è uno sforzo creativo faticoso, considerato che scrivo Banduna come duecento anni fa, ossia senza averlo preparato: non è una storia suddivisa in capitoli da distribuire di volta in volta, anziché tutti insieme. Banduna esiste nella mia mente, e si costruisce e ridefinisce settimana per settimana. Procedo seguendo soltanto un canovaccio e, mentre viene pubblicata una puntata, scrivo la successiva.

Come stanno rispondendo i lettori dopo le prime puntate? Hanno la possibilità di interagire con te e influenzare in qualche modo il resto della storia?

La risposta dei lettori è stata incoraggiante. Anzitutto perché Banduna non è un libro concepito per una exploitation editoriale, non è insomma una storia modellata secondo i generi più commerciali, dunque chiedo ai lettori un doppio sforzo: quello di lanciarsi in un’esperienza un po’ inusuale – leggere ogni settimana un capitolo di una storia che si va costruendo lo è – e di concedermi un po’ di fiducia. A chi non è ancora “alfabetizzato” al digitale, inoltre, ho chiesto anche di apprendere in fretta questa nuova maniera di godimento letterario. Quanto alla possibilità di interagire con me, be’, il sito dedicato al progetto è stato realizzato per questa ragione. Ho iniziato e continuo a scrivere guidato da un canovaccio, che però tradisco ogni settimana, tanto più se i lettori, con le loro antipatie e predilezioni, mi spingono a riflettere su quale sia la strada migliore da prendere: se sia meglio proseguire diritto come avevo immaginato, e se sia necessaria una sterzata. Se un personaggio colpisce, e come, o se è trascurabile. Sul sito è possibile lasciare commenti, io leggo, rispondo, ne traggo degli stimoli che metto nella centrifuga dell’immaginazione insieme alle mie idee, e così nasce la puntata successiva.

In che modo pubblicare a puntate e tenere conto dell’interazione con i tuoi lettori influenza il tuo stile di scrittura?

Scrivere a puntate è molto diverso da scrivere, nel mio caso, un romanzo come Troppo umana speranza che è stato ideato, pensato, ripensato, scritto, meditato e rivisto per cinque anni (e poiché racconta di un decennio di storia patria fondamentale, nella stesura non ho mai smesso di documentarmi, con quella fame insaziabile che spesso tormenta i romanzieri che fanno della Storia materia per le loro storie). Banduna invece è un romanzo più istintivo, dove ogni capitolo dev’essere scritto in tre o quattro giorni perché redattori ed editor abbiano poi il tempo di leggere e riportarmi le loro impressioni, e perché il testo venga infine digitalizzato e distribuito. Perciò sono costretto a ripetute sessioni di scrittura molto ravvicinate, e sono alla continua ricerca di stimoli che inneschino l’immaginazione. Non c’è molto spazio per meditare, per disegnare al meglio un’architettura: come dicevo, mi affido più all’istinto.

Una domanda per incuriosire chi non ha ancora iniziato a leggere questo eBook: cosa vuol dire Bandùna?

Banduna è anzitutto il nome di un villaggio immaginario abitato da fuorilegge, omicide e briganti e collocato nel meridione d’Italia. È il luogo dove va in scena la storia che sto raccontando – un refugium peccatorum, com’è stato definito. Un luogo che esalta alcuni aspetti dell’essere umano che sono sempiterni ma che, nostro malgrado, sono assai evidenti nell’Italia di oggi. Quali significati invece racchiuda il nome, quali e quanti sensi possa assumere o incarnare per chi abita Banduna e per chi vi giunge, non voglio svelarlo. La prima puntata del progetto è gratuita, la trovate su www.banduna.feltrinelli.it, perciò se volete farvi un’idea del villaggio, del suo essere una “madre puttana”, regalatemi venti minuti del vostro tempo e leggete.

Quante puntate sono previste? E alla fine, ci sono nuovi progetti di cui puoi darci un’anteprima?

Banduna si chiuderà alla dodicesima puntata, ma proprio perché mi interessano le reazioni dei lettori e le loro suggestioni, non è detto che possano diventare di più, o di meno. E sì, ci sono altri progetti, sì. Dopo questa sfida – provante, perché si riflette molto sulla quotidianità e sulle emozioni – scriverò un romanzo concedendomi i tempi di Troppo umana speranza. Una storia in equilibrio tra un passato assai remoto e la contemporaneità. Il mio interesse per la Storia non si è spento, ma ho voglia di prendere di petto il presente, e di sperimentare un po’ del vocabolario contemporaneo. Non aggiungo altro perché ci sono soltanto poche pagine, insomma siamo all’idea originaria e originante. Si potrebbe dire che sono ancora fermo alla voglia di avere un pargolo: poi serve il momento del concepimento vero.

Diamo per scontato che tu legga anche in digitale. Hai un eReader o un tablet? E qual è l’ultimo eBook che hai letto?

Possiedo un Ipad sul quale leggo spesso e disordinatamente, come accade coi libri cartacei. L’ultima opera divorata in digitale è The Sense of an Ending di Julian Barnes – per inciso, la possibilità di spaziare nella letteratura straniera è un’altra grande libertà che si acquisisce con un eReader o un tablet. Comunque, Julian Barnes è un grande scrittore e il suo ultimo romanzo è indimenticabile. Arriverà in Italia quest’anno, per Einaudi, perciò non perdetelo. Digitale o cartaceo. L’importante non è come si legge, non serve partigianeria. L’importante è leggere.

Grazie ad Alessandro Mari per averci raccontato questa bella avventura di scrittura e interazione, a cui potete contribuire anche voi, con idee e suggerimenti per le prossime settimane! Non dimenticate che la prima puntata è disponibile gratuitamente, e le altre hanno un costo di €0,99.

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