Immaginate una biblioteca sempre con voi, nella tasca della vostra giacca o nella vostra borsetta. Una biblioteca dalla quale potrete prendere in prestito un eBook comodamente seduti in poltrona o dall’altra parte del mondo, iniziandolo a leggere su un PC, proseguendolo su un iPad e terminandolo su un eReader Nook senza complicati passaggi e conversioni.
E ancora, recandovi in biblioteca (quella fisica), ottenere ulteriori funzionalità grazie a “totem multimediali”. La biblioteca 2.0 ha un nuovo nome in codice, ed è cloud.
Che fino a qualche mese era – nel gergo dell’uomo comune – un semplice termine meteorologico (in inglese significa letteralmente “nuvola”), ma che sta piano piano migrando nel vocabolario dell’informatica. Apple punterà forte su questo sistema, e così sembrano intenzionate a fare anche Amazon e Google, 2 società che il futuro lo vivono e lo progettano quotidianamente. Ma di cosa stiamo parlando esattamente?
In soldoni, dovrete buttare via i vostri hard disk: i dati si trasferiranno da quello fisico a uno virtuale, “sospeso in aria” (da qui la metafora della nuvola)… meglio, in qualche remoto data center. Foto, documenti, ma anche musica, film ed eBook migrano verso la nuvola di dati, per tornare ai vostri device, siano essi tablet, PC o Mac, sotto forma di byte trasmessi in streaming attraverso le sempre più veloci connessioni a Internet senza fili. Nessun bisogno di cavi, nessun bisogno di pennine USB per trasferire i dati da un dispositivo all’altro, o di sincronizzarli. Tutto automatizzato. Tutti i dati di vostro interesse, ovunque, in qualsiasi momento, su qualsiasi dispositivo. Suggestivo, no?
Lo stesso principio potrebbe (e lo sarà quasi certamente, dato il peso degli attori in gioco) essere presto adottato anche dalle biblioteche. La multinazionale statunitense 3M sta infatti per presentare all’annuale convention ALA (associazione delle biblioteche americane) il proprio concept di “biblioteca virtuale”, al quale hanno già aderito colossi del calibro di HarperCollins, Random House, IPG.
In cosa consisterà? Un pochino ve lo abbiamo anticipato: il sistema sarà formato da diverse componenti, sia lato software che hardware, e consentiranno agli utenti di accedere ai libri in formato digitale ovunque e da qualsiasi dispositivo, inclusi degli eReader prodotti dalla stessa 3M che potranno essere presi in prestito dalle biblioteche come si fa ora con i libri cartacei.
Recandosi invece nelle biblioteche fisiche, la navigazione avverrà attraverso dei totem digitali, i “discovery terminals”, grazie ai quali gli utenti potranno reperire e prendere in prestito i volumi digitali che desiderano. Un monitor touchscreen e un algoritmo sostituiranno la figura del competente bibliotecario? Futuristico, ma non improbabile.
Per chi già possiede un device, nessuna paura: il sistema è compatibile con i principali dispositivi in commercio, a patto che possano connettersi alla rete: PC, Mac, iPad, Nook e tablet Android diventeranno le nostre biblioteche – librerie tascabili, dalle quali potremo acquistare, prendere in prestito o prenotare il materiale che ci interessa.
Come in parte già accade oggi, ma con una marcia in più costituita dalla “nuvola” di informazioni, documenti e dati che, come quella fantozziana - ma decisamente più gradita – ci seguirà sempre e ovunque, costantemente arricchita e aggiornata di nuovi contenuti, che noi stessi potremo contribuire a creare e condividere con la nostra rete di contatti (non poteva certo mancare la parte social!)
Speriamo di avervi incuriosito abbastanza, come sempre Pianeta eBook seguirà per voi l’evolversi della situazione, per farvi gustare in anteprima il futuro dell’editoria digitale, in qualsiasi forma esso si manifesti. Sia anche quella di una soffice nuvoletta fatta di bit.
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