Come promesso, oggi proponiamo la seconda parte dell’intervista che Antonio Tombolini, boss di Simplicissimus Bookfarm, ha rilasciato in esclusiva per Pianeta eBook.
Cominciamo con le domande “difficili”. DRM, un argomento che di solito fa rizzare i capelli degli autori e degli editori. Qual è attualmente il rapporto tra uso del DRM, watermarking e uso libero senza protezione in Simplicissimus?
Su STEALTH, che è la nostra piattaforma di distribuzione, soltanto una minima parte dei titoli distribuiti (qualcosa come 40 o 50 su un totale di oltre 3500 titoli distribuiti) adotta i “famigerati” DRM di Adobe. E questo non solo perché, come spesso dicono i nostri concorrenti, su STEALTH ci sono soprattutto piccoli editori (cosa di cui siamo orgogliosi, e che fa sì che STEALTH sia la piattaforma leader in Italia, distribuendo i 2/3 degli editori attivi negli ebook): ci sono grandi marchi come Giunti, De Agostini, Newton-Compton, che si sono affidati a noi e hanno ritenuto di seguire i nostri consigli: niente protezioni complicate a spese degli utenti onesti e delle vendite.
So che su altre piattaforme, in particolare Mondadori ed Edigita, l’impiego dei DRM Adobe è pressoché totale, anche se loro stessi ammettono che si tratta di una palla al piede del mercato. Mi chiedo allora come mai editori così importanti, e con un peso contrattuale così forte, non riescano a convincere i loro autori, spiegando come stanno le cose, a rinunciarvi. Cosa che peraltro accadrà comunque, al massimo entro un anno e mezzo o due.
Cosa ne pensi dei lucchetti digitali in sé? Sono inevitabili? Il diritto d’autore è davvero a repentaglio o si possono trovare soluzioni “intermedie” che soddisfino autori, editori e lettori?
A me i lucchetti in sé non darebbero fastidio se fossero ben fatti e non creassero difficoltà agli utenti onesti. Ricorro ad un esempio: a me non danno fastidio le barriere laterali antitaccheggio collocate alle uscite dei supermercati. Darebbero fastidio se cominciassero a suonare sempre e per tutti, o rallentassero il mio percorso di uscita.
Gli attuali DRM di Adobe sono così: protezioni ingombranti e goffe (oltre che per lo più inefficaci) che pongono limitazioni non solo a chi compie illeciti, ma a tutti, compresi gli utenti legali che vengono così scoraggiati. E questo è inaccettabile. Ma ci penserà il mercato a decretarlo, come è già accaduto per la musica.
Ci hai letto nel pensiero, perchè vogliamo parlare proprio di mercato: inutile chiederti se ci credi, perché è palese. Quanto pensi ci vorrà a raggiungere anche in Italia i numeri degli U.S.A.?
Credo che il gap temporale tra mercato USA e mercato europeo (in questo settore l’Italia non è particolarmente più arretrata rispetto agli altri paesi dell’Europa continentale, non-anglofona) sia di 3 anni. Tra 3 anni avremo qui quel che c’è già negli USA: un mercato degli ebook che pesa ormai il 20% del totale, e vendite in volumi (numero di download) decisamente maggiori per l’ebook che per i corrispondenti libri di carta.
E vorrei aggiungere una cosa: non si tratta di “crederci”, perché alla base ci sono fatti che sono accaduti e stanno accadendo. Sono piuttosto quelli che “non ci credono”, che sostengono che “in Italia non succederà” a dovermi spiegare su quale base fondano questo strano ragionamento.
Vedi un “collo di bottiglia” in particolare nell’arrivare al 10% del mercato editoriale ipotizzato da Mondadori?
Il collo di bottiglia è uno solo: il numero di titoli disponibili legalmente in formato digitale. Molti editori, soprattutto i più grandi, pensano che rilasciare pochi titoli digitali possa rallentare la transizione al digitale. In realtà non è così: rallentano sì il mercato legale, ma accelerano invece un competitor che c’è comunque e che non può essere trascurato, ovvero la pirateria.
C’è un genere o un settore particolare, per esempio la scuola o la narrativa, che a tuo avviso trainerà la crescita?
Non credo ci siano settori di per sé più “vocati” al digitale di altri. Ci sono certo situazioni di mercato diverse, che consentono agli editori più conservativi di rallentare il processo: questo è particolarmente evidente nella scuola, dove però mi aspetto che qualcosa si metta comunque in moto già da quest’anno, per esplodere nel 2012.
Sembra che, un po’ per pretattica un po’ per reale mancanza di dati attendibili, parlare di numeri sugli eBook sia impossibile (Amazon docet). Ci aiuti a squarciare il velo del silenzio? Immaginiamo di avere un eBook di 100 pagine che racconti il mercato degli store online in Italia: quante pagine spetterebbero a Simplicissimus, a biblet, a Book Republic e agli altri (ibs, bol…)?
Beh, si trattasse di un libro storico a noi spetterebbero almeno i 4/5 dello spazio, se non altro per motivi di… anzianità!
Al di là dello scherzo, i numeri che conosco e su cui penso di poter scommettere son questi: nel 2011 si venderanno in Italia ebook per circa 3,5-4 milioni di euro; mercato non piccolo, ma ultra-piccolo per il momento. E’ però in forte crescita, crescita che diventerà esponenziale non appena disporremo di un ragionevole numero di titoli (ad oggi sono circa 12mila su un totale di circa 500mila libri “di carta” in commercio!).
Quanti ne venderanno ciascuno degli store in campo? Francamente su questo non saprei, e neanche mi interessa molto. In un mercato allo stato nascente come questo non ha senso ragionare in termini competitivi: c’è un intero oceano di lettori ancora tutti da conquistare alla lettura digitale, e sarebbe il caso che tutti ci dessimo da fare in quella direzione, piuttosto che nell’inutile e poverissima guerra a rubarsi un cliente tra quei pochi che hanno già fatto quella scelta.
Cosa bolle in pentola nella vulcanica mente di Tombolini? Non lo diremo a nessuno, solo a qualche amico che ha la bontà di seguirci….!
Eh, fosse una cosa sola…!
Beh, veramente una c’è, ed è… la carta! Già, proprio noi che viviamo di pane e inchiostro elettronico, ci affacceremo presto al mondo della carta stampata, con la proposta di un servizio di Print On Demand rivolta sia agli editori che agli autori Narcissus. Alla base di questo c’è la convinzione che si arriverà nel giro di qualche anno al totale ribaltamento del paradigma tradizionale: ancora oggi l’editore che decide di pubblicare un libro lo stampa su carta, e poi eventualmente ne pubblica anche la versione digitale. L’insostenibilità economica e ambientale di questo modello farà sì che il paradigma si ribalti: il nuovo libro verrà pubblicato comunque in formato digitale, e sarà offerto su carta col Print On Demand, stampando solo ed esattamente le copie che verranno vendute, eliminando gli incredibili costi e sprechi del meccanismo tradizionale.
E il prodotto si chiamerà, udite udite, “Simplicissmus Charta by LOGO”, dove LOGO è il nostro partner tipografico per la stampa digitale.
Antonio, sei stato veramente gentile e disponibile, un’ultima domanda per i fedeli lettori di Pianeta eBook, e non poteva che essere…qual è l’utimo eBook che hai letto?
Bicycle Diaries, di David Byrne. Il grande musicista (per me uno dei fari della musica contemporanea) racconta delle città che ha visitato nel corso delle sue tourné, a cavallo della sua bicicletta pieghevole. Molto bello.
E con quest’ultima nota di colore, si conclude la lunga e densissima intervista con Antonio Tombolini di Simplicissimus. Vi è piaciuta? Tranquilli, Pianeta eBook ve ne proporrà molte altre. Rimanete in ascolto, pardon…in lettura!



Ma che ridere… Noi la grande novità di offrire come opzione di lettura di un eBook un bel volume stampato appositamente per chi lo acquista la proponiamo con molto successo dal 2004 per tanti nostri libri elettronici e l’abbiamo battezzata ExLibris.
Ciao Luciano. E’ vero, il publishing on demand non è una novità di per se nel panorama mondiale e italiano, come giustamente fai notare. Crediamo però (e Tombolini se è in lettura ci confermerà / smentirà) che nell’intervista si intendesse una novità relativa alla realtà Simplicissimus, che fino a oggi non disponeva di un servizio simile.