Chiunque bazzica in ambito editoria digitale, conosce (o dovrebbe conoscere) Tim O’Reilly. E chiunque conosce Tim O’Reilly, non può non aver condiviso, o almeno riflettuto, su una delle sue affermazioni. Se vogliamo, O’Reilly sta all’editoria digitale come Jeff Bezos sta all’eCommerce o Steve Jobs ai gingilli tecnologici.
La parola “guru” è usata e abusata, ma colui che costruisce un florido business basandosi sull’innovazione, e infischiandosene di pali e paletti virtuali, va annoverato tra coloro da cui prendere esempio.
Una delle sue creature, il Tools of Change, ha da poco toccato anche il nostro Paese nell’ambito della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, e noi ne approfittiamo per proporvi una sua recente intervista per Forbes nella quale spazia, con sagacia e saggezza, sui principali temi che gravitano attorno al pianeta eBook: dal DRM, al futuro dei libri cartacei, al self-publishing. O’Reilly si muove in ogni campo con l’agilità e la consapevolezza del leone nella propria savana.
Per chi non conosce l’inglese, per chi non ha voglia di leggere la chilometrica intervista, ecco qualche buona citazione estrapolata qua e la:
Preoccupato dalla pirateria? No. E sa perchè? Immaginiamo che il mio obiettivo sia vendere 10.000 copie di qualcosa. E diciamo che se applico il DRM a queste copie, ne venda davvero 10.000 e realizzi il mio profitto; non facendolo, avrei 100.000 copie in circolazione, continuando comunque a venderne 10.000. Quale di queste opzioni sarebbe preferibile? Credo che avere 100.000 copie in circolazione vendendone solo 10.000 sia meglio di averne solo 10.000 tutte pagate, ma senza benefici per nessun’altro. Le persone che non pagano il tuo libro, non lo comprerebbero comunque.
DRM:
Credo che la logica alla base del DRM sia completamente errata. Per fare un esempio: esiste un panificio, a Berkeley, che ogni giorno getta il pane che non riesce a vendere al cassonetto dietro l’angolo. E c’è un sacco di gente che ogni giorno prende il pane proprio da quel cassonetto. Le garantisco che ci sono molte più persone che, anche se gli fosse detto che possono farlo liberamente, non lo farebbe comunque.E se il prezzo è equo, ben pochi si preoccupano di pagare un paio di dollari per acquistare una copia legale del libro che desiderano.
(…) L’analogia potrebbe essere: è vero, ci sono delle persone che entrano a casa tua per svaligiarla. Se vivi in un quartiere “difficile”, puoi prendere provvedimenti con delle grate alle finestre. Ma vivendo in un quartiere normale, prenderesti questa precauzione? No. E se anche dovesse capitare di venire derubato, chiameresti la polizia per indagare.
Amanda Hocking, che è diventata un incredibile caso di successo in questo campo, ha scritto uno splendido intervento nel quale afferma: “Non credo che il mio successo possa essere replicato da tutti. Sono stata tra le prime, sono stata fortunata, ci ho messo dentro tanto lavoro, e poi tutto può cambiare da un momento all’altro”. E credo che sia vero. E’ un po’ come cercare di replicare il successo di J.K. Rowling (l’autrice di Harry Potter, n.d.t.). Ci sono solo poche fortunate persone che vincono alla lotteria, la restante parte prova ad imitarle. Spesso senza successo.
Il libro stampato sparirà? Non esattamente. Credo che si stia assistendo ad una trasformazione del mercato. Ma non credo che i libri stampati spariranno di qua a qualche anno. Certamente è tra le possibilità che i libri facciano la fine degli L.P. nella musica, con produzioni di nicchia e molti negozi dell’usato. Ma non credo che avverrà in tempi brevi. Semmai, la domanda è come cambierà il libro in risposta all’avvento dell’eBook.
Uno spaccato dell’editoria digitale da uno dei suoi più autorevoli rappresentanti. Ed un ottimo punto di partenza per saperne di più sul mondo degli eBook!
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