Quanto rende il self publishing? I conti in tasca a Cory Doctorow

Di self publishing ci siamo occupati spesso in quest’ultimo periodo: parlando di autori emergenti che si auto-producono e fanno milioni di dollari con i loro romanzi; con il nostro sondaggio settimanale, che ha visto trionfare i pro-autopubblicazione; ora, anche con autori affermati che lanciano iniziative a metà tra la genialata e la provocazione.

Cory Doctorow in questo senso è un guru: pubblica da anni i propri romanzi in formato eBook con licenza Creative Commons (quella di Wikipedia, per intenderci), e per giunta non fa pagare un centesimo: chi vuole paga, quanto vuole.

Anche il suo ultimo lavoro, emblematicamente intitolato “with a little help“, è un manuale dell’auto-pubblicazione: nessun editore, nessun editing, nessun correttore di bozze. Per lui si muove la comunità di affezionati lettori, che in cambio viene citata tra i collaboratori in coda all’eBook.

E c’è addirittura chi fa a gara per finanziare l’operazione, come il creatore di Linux Ubuntu Mark Shuttleworth che ha pagato la bellezza di 10.000 dollari per avere una propria storia personalizzata scritta di pugno (o di polpastrello) da Cory. Insomma, si guadagna anche dal dare via gratis la propria arte?

La risposta è si: il giorno di San Valentino Cory Doctorow ha pubblicato il proprio bilancio sul suo blog. A fronte di spese per 13.700 dollari, ne ha incassati circa 22.000. Tra le principali voci di rendita, le “edizioni speciali” (libri stampati in numero contingentato con copertine artistiche o contenuti esclusivi), e le donazioni.

Spese ingenti invece per Paypal (metodo di pagamento degli eBook), e stampa delle edizioni speciali.

Questo, è giusto rimarcarlo, offrendo eBook gratis, senza alcuna pretesa di compenso o con compensi stabiliti dallo stesso acquirente. Se volete fare soldi a palate, insomma, meglio evitare il modello Cory Doctorow, e virare verso qualcosa di più remunerativo. Ammesso che l’operazione riesca.



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